CONSIDERAZIONI SULLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X

Jan 4, 2017 by

CONSIDERAZIONI SULLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X

In una recente dichiarazione Mons. Athanasius Schneider, molto vicino al mondo tradizionalista, si è espresso per un accordo fra la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e la Santa Sede. Ora, io da molto tempo condivido questo punto di vista. Questo per vari motivi. Il mondo tradizionalista al di fuori della FSSPX è vivo ma frastagliato, anche litigioso e con al suo interno istituzioni che risentono di una certa stanchezza. Una congregazione come la FSSPX potrebbe servire come elemento di aggregazione e funzionare molto meglio di altre congregazioni di orientamento tradizionale che, e non è solo la mia impressione, sono molto più preoccupate della loro sopravvivenza che a porsi come polo culturale di aggregazione. Alcune di queste famiglie religiose hanno fatto un grande lavoro, ma si percepisce venendone a contatto quasi una reticenza verso il mondo esterno, una sorta di paura. Come detto, la loro preoccupazione principale mi sembra la loro sopravvivenza.
Dall’altra parte, una Prelatura personale, come per l’Opus Dei, garantirebbe una certa autonomia anche dalle mode liturgiche e teologiche che saturano l’aria di Roma. Offrirebbe uno status più autorevole a tutto questo mondo.
Inoltre, io credo che se Papa Francesco concede qualcosa di questo tipo, lo fa con la chiara intenzione di non interferire troppo con la disciplina liturgica e teologica della FSSPX che lui ben conosce; creare una Prelatura, oltre al beaux geste, gli permetterebbe di avere un rapporto diverso con il mondo tradizionalista, che certo non lo considera come uno dei suoi eroi preferiti.
Mi auguro Mons. Fellay si stia orientando in questa direzione, per il bene del mondo cattolico tradizionalista e, soprattutto, per il bene della Chiesa tutta.

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