NON È SANTO QUANDO VI PARE

Jan 4, 2017 by

NON È SANTO QUANDO VI PARE

C’è l’abitudine, anche in ambienti ecclesiastici, di usare alcune persone anche del passato per giustificare le proprie azioni presenti. Ora, certamente questo non è completamente illegittimo, in quanto non è che si deve sempre essere d’accordo con tutto quello che gli altri dicono, ma questi “usi” sono fatti per me in modo molto strumentale.Prendiamo l’esempio di San Giovanni Paolo II, Papa tirato ora da una parte ora dall’altra per confermare questa o quella narrativa ecclesiale. Forse, fra le altre cose che questo Papa ha detto, sarebbe anche il caso di rileggersi questo passaggio della Redemptor Hominis del 1979, la sua Enciclica di esordio: “Nel celebrare il Sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, bisogna rispettare la piena dimensione del mistero divino, il pieno senso di questo segno sacramentale, nel quale Cristo, realmente presente, è ricevuto, l’anima è ricolmata di Grazia e a noi vien dato il pegno della gloria futura. Di qui deriva il dovere di una rigorosa osservanza delle norme liturgiche e di tutto ciò che testimonia il culto comunitario reso a Dio stesso, tanto più perché, in questo segno sacramentale, Egli si affida a noi con fiducia illimitata, come se non prendesse in considerazione la nostra debolezza umana, la nostra indegnità, le abitudini, la «routine» o, addirittura, la possibilità di oltraggio“. Lo trovo molto bello  questo passaggio, in cui si cita il testo dell’antifona O Sacrum Convivium, questo richiamo a non abusare del dono che Dio ha fatto con il darsi a noi. Come si evita l’abuso? Con la rigorosa osservanza delle norme liturgiche. Ma da questo orecchio alcuni non ci sentono, ti accusano di rubricismo e di sordità al vento dello Spirito. 

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