RORATE COELI DESUPER

Dec 18, 2016 by

RORATE COELI DESUPER

Rorate coeli desuper, ecco le prime parole dell’antifona di ingresso per la quarta domenica di avvento. Il testo è tratto dal libro del profeta Isaia (45,8). In questo bel testo si invoca l’invio del giusto che possa come piovere dal cielo e si chiede alla terra di germogliare frutti di salvezza. Questa dimensione celeste e terrestre è tipica del cattolicesimo che è sempre in bilico fra queste due grandi dimensioni della vita umana, quella materiale e quella spirituale. Purtroppo molte volte, nella storia, si è caduta in una o nell’altra, senza compiere quella che Vittorio Messori chiama la sintesi dell’ et-et. Oggi stiamo vivendo un tempo in cui trionfa il materialismo, il temporale, senza tener conto della fondamentale dimensione spirituale.
Purtroppo non trionfa solo il materiale tout court, ma quello moralistico che si declina nei molti -ismi che affollano le nostre giornate. L’essere umano ha perso il contatto con il cielo e questa pioggia dall’alto non è che acqua gelida. La sintesi fra lo spirituale e il materiale non ci salva dal peccato, ma gli da un senso, possiamo ogni volta chiamarlo per nome ed isolarlo, non farlo diventare organico alla nostra personalità. Si gioca qui la differenza fra peccatore e corrotto richiamata spesso da Papa Francesco. Purtroppo viviamo in tempi corrotti, non ci possiamo neanche permettere il peso dei nostri onesti peccati. Il cielo o è vuoto o rimanda solo vento e pioggia. Rileggiamo quel testo di Isaia per ritrovare il senso profondo della nostra esistenza.

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